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Sonno e veglia

Gli esseri umani hanno al loro interno una sorta di orologio biologico che influenza alcuni processi fisiologici e che condiziona le ore di veglia e quelle di sonno.

Il funzionamento di questo orologio, o ciclo circadiano (dal latino circa diem = circa un giorno), regola i processi organici che avvengono ogni giorno nel nostro corpo, come ad esempio la crescita, la digestione,il ricambio cellulare; i ritmi circadiani consistono, in sostanza, in variazioni cicliche delle attività biologiche umane. Il nostro orologio biologico determina anche l’alternanza dei periodi di sonno e di veglia con un intervallo piuttosto regolare e costante all’interno del ritmo circadiano, a meno che intervengano alcuni fattori che dall’esterno possono condizionarne in parte il funzionamento.

Un regolare ciclo di sonno e veglia fa si che il nostro orologio biologico influisca positivamente sulla produzione ormonale ottenendo una sufficiente condizione di vigilanza diurna e un soddisfacente riposo notturno.

FASI DEL SONNO

È possibile studiare il sonno e le sue caratteristiche attraverso tre misure psicofisiologiche:
elettroencefalogramma (EEG), che registra l’attività elettrica dei neuroni della corteccia cerebrale mediante elettrodi posti sul cuoio capelluto
elettro-oculogramma (EOG), che registra i movimenti oculari tramite elettrodi applicati intorno agli occhi
elettromiogramma (EMG), che misura le scariche elettriche dei muscoli tramite l’applicazione di elettrodi in corrispondenza dei muscoli oggetto di studio.
La storia dello studio del sonno è abbastanza recente. Nel 1936 si scoprí che l’EEG presentava notevoli variazioni durante il sonno. Infatti, si alternavano delle onde ampie lente a onde rapide e di basso voltaggio, simili a quelle della veglia. Nel 1953 si scoprí che proprio in questi momenti in cui c’erano onde frequenti e a basso voltaggio, gli occhi dei soggetti si muovevano, al di sotto delle palpebre, con movimenti rapidi (rapid eyes movements). Questa fase del sonno prese il nome di sonno REM.
Nel 1962 venne fatta un’altra scoperta relativa al sonno REM. In questa fase, infatti, si notava un blocco dell’attività dei muscoli facciali.
Il sonno è caratterizzato dalla presenza di 2 fasi principali:

Nella fase REM, che si verifica normalmente 4 o 5 volte per notte, si fanno sogni molto intensi.
Il sonno REM viene definito anche “sonno paradosso” (l’elevata attività celebrale e i rapidi movimenti oculari che caratterizzano questa fase sono in contrasto con il grado di generale rilassamento muscolare) in quanto in un organismo profondamente addormentato, l’attività della corteccia cerebrale è molto vicina a quella della veglia. Il consumo di ossigeno nel cervello cresce, aumenta il ritmo respiratorio e la pressione cardiaca, il battito cardiaco è meno regolare. Nonostante la mancanza di tono muscolare possono esserci delle contrazioni a livello delle estremità del corpo. Tutte queste caratteristiche hanno fatto pensare al sonno REM come legato ad eventi emozionali. Proprio sulla base di queste ipotesi sono stati fatti i primi esperimenti per indagare la relazione tra sonno REM e sogni.
Gli esperimenti si svolgevano risvegliando i soggetti durante le fasi di sonno REM. Effettivamente l’ipotesi fu confermata. Non solo chi veniva risvegliato ricordava dei sogni, ma questi risultavano molto più vividi rispetto a quelli che vengono (quando questo accade) ricordati al mattino. Questi esperimenti permisero di rilevare che ben nell’80 per cento dei casi i soggetti ricordavano i propri sogni quando venivano risvegliati durante il sonno REM, rispetto al 7 per cento che li ricordava dopo un risveglio in fase non REM.
Durante la notte si verificano diversi cicli del sonno della durata di 90-100 minuti caratterizzati dal passaggio attraverso vari stadi del sonno e la fase REM.

Le fasi di sonno REM, della durata di circa 15 minuti, sono caratterizzate da sogni intensi e da movimenti oculari ritmici e rapidi. Nel corso della notte diminuiscono progressivamente le fasi di sonno profondo e aumentano di durata e di intensità le fasi REM.  Un giovane adulto arriva al sonno REM più o meno 90 minuti dopo essersi addormentato; questa fase, che si ripete all’incirca ogni 2 ore, dura sempre un po’ di più fino ad arrivare al momento più lungo che precede il risveglio.